Guida pratica per affrontare un bear market
- 24 Settembre 2025
- Posted by: adminscf
- Categoria: Finanza Comportamentale, Strategie di Investimento
Prepararsi, non prevedere
Quando si investe sui mercati azionari, bisogna essere consapevoli del fatto che questi non crescono mai in linea retta. Infatti, fasi di rialzo si alternano naturalmente a fasi negative, più o meno intense e durature.
Periodi in cui i mercati azionari calano sono normali: se consideriamo l’S&P 500, dal 1928 ad aggi ci sono stati 27 bear market, in media uno ogni 3,5 anni.
Per un investitore che ha davanti a sé un orizzonte temporale di 30 anni, vuol dire che in media questo attraverserà circa 10 bear market. Per questo motivo, è bene conoscere la natura dei bear market ed avere a priori un piano da mettere in azione per affrontarli senza commettere errori che potrebbero compromettere il proprio patrimonio.
L’obiettivo di questa guida non è prevedere quando arriverà il prossimo crollo, ma essere pronti ad affrontarlo. Ed è principalmente quando tutto va bene che conviene mettere a punto un piano, così da non farsi trovare impreparati nei momenti più difficili.
In questo articolo parleremo di tutto quello che devi sapere per trasformare i bear market da nemici temibili in opportunità.
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Correzione e bear market: le differenze
Non tutti i cali di mercato hanno la stessa portata:
- Correzione: calo tra -10% e -20% dai massimi. Avviene in media una volta all’anno, dura poco e spesso si risolve in settimane o mesi.
- Bear market: calo di almeno -20% dai massimi, avviene mediamente una volta ogni 4 anni circa. La sua durata dipende dalla natura recessiva o meno.
Anatomia di un bear market: profondità e durata
Ecco alcuni esempi di bear market, prendendo a riferimento l’indice Standard & Poor 500 dal 1928 ad oggi:

Fonte: Yardeni Research
- 2000-2002 (bolla dot-com): -49%, durata 31 mesi
- 2007-2009 (crisi finanziaria): -57%, durata 17 mesi
- 2020 (Covid-19): crollo rapidissimo (-34% in un mese), ma recupero altrettanto veloce.
Guardando i dati storici, il bear market “medio” ha avuto una profondità del 36% e una durata di 11 mesi circa
Possibili segnali di allarme
Non esistono indicatori con valore predittivo affidabile. Infatti possono persistere per anni prima di un vero e proprio bear market o essere completamente assenti prima di un crollo improvviso.
Indicatori macroeconomici
- Inversione della curva dei rendimenti
- Crescita economia in rallentamento
- Inflazione elevata ed in accelerazione
Indicatori di mercato
- Valutazioni estreme: ad esempio, rapporto prezzo/utile molto elevato rispetto alla media storica
- Concentrazione eccessiva
- Volumi anomali
Indicatori “psicologici”
- Euforia diffusa: tutti si sentono invincibili sui mercati
- Leva eccessiva: investimenti fatti con soldi presi in prestito
- FOMO generalizzato: tutti hanno paura di perdere opportunità di guadagno facile
Attenzione: questi segnali possono anche perdurare per lunghi periodi senza che si verifichi alcun calo significativo sui mercati finanziari. È quindi totalmente sbagliato basare interamente le proprie decisioni di investimento facendo riferimento soltanto a questi indicatori.
Cosa fare prima di un bear market
1. Definire l’asset allocation
La ripartizione tra azioni, obbligazioni e altri strumenti deve riflettere i propri obiettivi, orizzonte temporale e tolleranza al rischio personale. La diversificazione è la prima linea di difesa. Un portafoglio ben diversificato non eliminerà il rischio, ma lo distribuirà su più fronti:
- Diversificazione temporale: investire per obiettivi con scadenze temporali diverse.
- Diversificazione geografica: non concentrare tutto l’investimento in un unico paese.
- Diversificazione settoriale: evitare di dipendere da un solo settore.
2. Pianificare il “glide path” verso gli obiettivi
Chi si avvicina a tappe importanti (pensione, acquisto casa, utilizzo del capitale) dovrebbe ridurre gradualmente il rischio, proteggendo il capitale già accumulato.
Un esempio di glide path potrebbe essere:
- 7 o più anni dall’obiettivo: portafoglio prevalentemente azionario, in base anche alla tipologia di obiettivo
- 3-7 anni dall’obiettivo: iniziare ad aumentare gradualmente la componente obbligazionaria
- 1-3 anni dall’obiettivo: posizionarsi in modo più difensivo con maggiore liquidità
- Meno di 1 anno dall’obiettivo: liquidità quasi totale per l’obiettivo specifico
3. Mantenere liquidità tattica
Avere in portafoglio della liquidità tattica, da impiegare gradualmente durante cali di mercato, può massimizzare l’efficacia di una strategia di investimento anche durante periodi negativi.
Esempio di utilizzo graduale della liquidità:
- Calo del mercato 10%, uso liquidità 10% (fatta “100” quella a disposizione)
- Calo del mercato del 15%, uso liquidità 22%
- Calo del mercato del 20%, uso liquidità del 30%
- Calo del mercato del 30%, uso liquidità del 13%
- Calo del mercato del 40%, uso liquidità del 12.5%
- Calo del mercato del 50%, uso liquidità del 12.5%
Nota: questo esempio è solo illustrativo. La strategia va personalizzata sul singolo investitore e sulla pianificazione complessiva.
Cosa fare durante un bear market
Possibili strategie operative
- Piano di accumulo di capitale “potenziato”: se durante un PAC ci dovesse essere un bear market prolungato, non solo dovresti continuare gli investimenti pianificati, ma valutarne un aumento: i prezzi scontati sono il regalo che i mercati fanno agli investitori pazienti.
- Riequilibrio sistematico: vendere le asset class che hanno tenuto meglio (potrebbero essere i bond o azioni difensive) per comprare quelle che sono calate di più e che nonostante il calo dei prezzi hanno ancora fondamentali buoni.
- Restare investiti: la tentazione di uscire e rientrare al momento giusto è forte, ma statisticamente disastrosa. Chi tenta di fare market timing perde sistematicamente più denaro di chi rimane investito anche durante i cali.
Gestione psicologica
- Evita il rumore: evita notiziari, social media a tema finanziario e ogni fonte di informazione che potrebbe amplificare l’emotività del momento.
- Rimanere concentrati sul lungo temine: rileggi i tuoi obiettivi. I mercati azionari sono fatti per chi può aspettare anni, non per chi vuole risultati dopo mesi.
Valuta eventuali opportunità
Se hai capacità finanziaria aggiuntiva, i bear market sicuramente offrono occasioni irripetibili:
- Aumenta i contributi ai piani di investimento
- Valuta di entrare in settori o singole azioni in sconto e a buone valutazioni
Cosa non fare: errori gravi da evitare
Errori comportamentali
- Vendere tutto in preda al panico: è l’errore più costoso che puoi commettere. Inoltre, dovrai decidere anche quando rientrare sui mercati e potresti perdere dei rialzi importanti. I giorni con i maggiori rendimenti sono storicamente avvenuti durante delle correzioni o dei bear market.
- Market timing: tentare di uscire e rientrare al momento giusto è impossibile. Neanche i professionisti del settori sono in grado di farlo.
- Paralisi completa: smettere di investire durante i ribassi significa rinunciare a investire a prezzi scontati.
Errori strategici
- Evitare l’all in: investire tutto in una volta durante un calo può sembrare una strategia corretta, ma può essere rischioso se il mercato dovesse continuare a scendere. Utilizza una strategia di allocazione della liquidità tattica come visto precedentemente.
- Non utilizzare la leva: l’indebitamento può trasformare normali correzioni in disastri personali
- Non seguire le mode del momento: durante le crisi possono emergere “settori sicuri” o “investimenti rifugio” che spesso sono una moda passeggera.
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Conclusione
I bear market fanno parte del percorso di ogni investitore. Sono periodi difficili da affrontare, ma storicamente hanno sempre aperto la strada a nuove fasi di crescita. Il vero rischio non sono i cali di mercato, ma le reazioni e i comportamenti che adottiamo. Sono momenti in cui asset di qualità vanno in saldo e solo i più pazienti vengono premiati.
La differenza tra chi esce vincitore e chi esce sconfitto dai mercati ribassisti non sta nell’intelligenza, nella fortuna o nell’accesso a informazioni segrete. Sta nella preparazione, nella disciplina e nella capacità di mantenere una visione a lungo termine quanto tutto va male.
I tre pilastri del successo
- Preparazione strategica: asset allocation equilibrata, liquidità tattica
- Disciplina operativa: continuare il piano, riequilibrare gli investimenti, non cedere alle emozioni come paura o euforia
- Visione a lungo termine: i mercati premiano sempre la pazienza.
Prevedere quando sarà il prossimo bear market è impossibile. Ma è possibile prepararsi in anticipo ad affrontarlo.